venerdì 24 agosto 2007

Ospiti

Questo posto piace, non c’è che dire. A tutti, a quanto sembra. Loira dice che sogna una casa come la mia e che ne comprerebbe una anche più piccola pur di godere di un giardino come questo; babbo e mamma l’adorano così tanto che, nonostante io abbia provato, neppure tanto velatamente, a manifestare il mio disagio per la loro eterna presenza, sono sempre qui, per motivi ogni volta diversi. Giovanna chiede sempre “asilo politico” e Riccardo la preferiva alle stanze orbetellane sulla laguna, nonostante la sua scelta gli comportasse novanta chilometri in più ad ogni viaggio. Tutti amano questa casa. Anche i topi, ultimamente. Scivolano dalla canna fumaria, rimbalzano nel camino e poi girellano per tutte le stanze, nascondendosi non so dove e riuscendo a scappare, senza alcuna sorpresa, ai timidi tentativi di Bice di rincorrerli e di afferrarli. Che gatta goffa e idiota, con quella pancia che le ciondola e che le impedisce anche i più semplici movimenti. Lo so, dovrei metterla a dieta, ma sono così stanca di diete che vorrei che, almeno lei, se la godesse un po’. In fondo, non credo proprio che abbia l’emicrania. Il topo di questa volta è simpatico però e, se non fosse così poco igienico e pericoloso perché divoratore di ogni cosa, giuro che l’adotterei. Anche solo per il fatto che si è mangiato il formaggio senza restare mozzato nella tagliola che babbo aveva preparato per lui e nascosto dietro il frigo. E’ un mito, ci ha proprio fregato. Allora abbiamo pensato di sostituire il formaggio, forse troppo morbido e quindi masticabile, con un pezzo di pane duro. Costretto a masticare per un bel po’, sostiene babbo, sarà obbligato a restare sulla tagliola per un tempo sufficiente a farla scattare. Bene, ho guardato, ma il pane se lo sono mangiato le formiche che d’estate mi infestano la cucina. Contro le formiche è una battaglia persa, in partenza, nonostante polverine sparse a tutti gli angoli della casa. Devo solo aspettare il freddo e se ne torneranno nei loro formicai a consumare le scorte di cibo che hanno rastrellato indisturbate in casa mia (compreso il pane destinato al topo). Al piano di sopra invece ho convissuto per alcuni mesi con Billy, come io e Francesca l’avevamo ribattezzato, un geco che sembrava non volersene andare da quella camera accogliente. Piena di ragni tra l’altro, che si riproducono ad una velocità imbarazzante e che non riesco mai a togliere completamente. Insomma, quanto è amata questa casa, proprio da tutti. Ma perché non ve ne state un po’ tutti a casa vostra: le formiche nei formicai, i gechi appiccicati sui muri esterni e i topi dove vogliono purchè all’aria aperta? Gio e Riccardo, invece, hanno il via libera; per babbo e mamma si prevede una libertà vigilata, perché a volte, rompono un po’ i coglioni. Do you know what I mean?, avrei detto…una volta.

2 commenti:

Alberto ha detto...

FIRSTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTT...
:-D

Yes, I know what you mean but it's better this way, believe me. ;-)

An alltogheternow hug :-)

Giada ha detto...

certo,più che una casa questa di cui parli sembra 1 fattoria...ma io che vivo in una grande metropoli, così tanto spesso agogno giornate in compagnia della natura con le sue più variegate forme faunistiche (papà mamma, Riccardo e Giovanna compresi) e floristiche...quindi...goditi il fruscio di ogni filo d'erba e il cinguettio di ogni uccellino...sono le cose più belle del mondo...e se ogni tanto ti vengono a noia pensa a me che invece respiro CO a volontà...
saluti e complimenti per questo blog così inteso