domenica 3 febbraio 2008

Supplica a mia madre

Riemergo da un difficile fine settimana ed aspetto con ansia l’arrivo di domani, per perdermi tra le chiassose voci dei miei studenti che mi stordiranno con i racconti della settimana bianca da cui sono tornati proprio stamani. Ho bisogno di loro adesso, della loro giovinezza e del loro entusiasmo, ho bisogno del loro calore per allontanare da me, almeno per qualche ora, gli angosciati pensieri sulla malattia di mia madre, pensieri che fuggo ma che riescono sempre a raggiungermi, a bloccarmi nella strada senza sfondo delle mie paure ed a schiaffeggiarmi con la più inaudita delle violenze. Mi sono concessa ancora due notti con lei, sfrattando babbo nel lettino che ha cullato i miei sogni di bambina e di adolescente, e ho cercato nel contatto dei corpi di ricomporre una simbiosi incrinata alla nascita, ma mai completamente frantumata da quel momento fisico di rottura e di separatezza. Ma il suo corpo stanotte non era il suo e ci ha obbligati tutti ad un sonno spezzettato, alla ricerca di cogliere ogni minima richiesta di sostegno, di alleviare la solitudine dei suoi affanni. Giovanna chiama in continuazione, sapendomi qua sulla laguna a battagliare con le mie paure, ed io mi perdo in lei, nella sorellanza che ci unisce, approfittando della sua vicinanza per frantumare le mie inquietudini. Cerco di sbriciolare le paure e di condividere i bocconi amari del mio dolore, nell’irrazionale tentativo di alleviarne le ustioni e di renderlo più tollerabile. Ma tutto questo è più grande di ognuno di noi e, per quanto mi sforzi, non riesco a buttarne giù neppure un frammento. Sento, al contrario, che qualcosa dentro si spezza, sento che questo distacco, quando avverrà, sarà la cosa più grande di tutta una vita. Scusate, so che le parole di stasera sono pesanti come il piombo, ma anche questo è un modo per alleggerirmi…

E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre.

20 commenti:

Mat ha detto...

sai barbara, anche mia madre non è il ritratto della salute..
ogni visita resto in apprensione perchè le sono legatissimo e lei è da sempre la persona più importante.
mi spiace per questa situazione che spero si possa risolvere.

un abbraccio sincero

rompina ha detto...

ti abbraccio, forte forte...
purtroppo ho passato anche io la malattia di mia madre, purtroppo non e' finita bene.
faccio a tutti voi il mio piu' grande forte, sentito e sincero in bocca al lupo...coraggio!

Gianluca ha detto...

Vorrei inventare delle parole nuove, che ancora non esistono per provare a darti conforto ma non ne sono capace.
Un abbraccio forte

Bk ha detto...

Tieni duro Barbara...
Se hai bisogno chiedi aiuto...
anche solo per parlare.
Un abbraccio bk

Barbara ha detto...

Grazie davvero a tutti delle vostre parole di sostegno. Lo so Gianluca a volte i nostri vocabolari sembrano inadeguati, ma spesso bastano poche sillabe efficaci per comunicare.
Prometto a tutti che tornerò presto con un altro post, senza tutta questa amarezza e anche senza il Berlusca. Un abbraccio anche a Rompina: se non si sapesse che il nostro dolore è stato un giorno quello degli altri, difficilmente sopravviveremo.

rompina ha detto...

ti faccio anche io lo stesso invito di bk...se hai voglia di parlare, sfogarti, ma anche distrarti e sparar cazzate (anche questo aiuta, lo so...), il mio contatto msn e' sul mio profilo.
a presto,

Laura

aldievel ha detto...

Ciao...
Grazie della visita!
Ti ho aggiunta ai miei link!
A presto! :-)

Riccardo ha detto...

Fa male leggere le tue parole sempre così vive capaci di smuovere qualcosa dentro, stavolta che hanno la tinta scura del dolore...ti sono vicino anche io...ti siamo vicini tutti...cosa che non ti allevierà il dolore ma ti permetterà di pensarci un pò meno...

L ha detto...

Ho letto la tua descrizione...ho qualche anno in meno, ma anche io ho fatto (in ambito diverso) un percorso simile al tuo...sarà il periodo e il destino dei post-universitari... in bocca al lupo.

Ciao,
L.

Anonimo ha detto...

Barbarina carissima,
l'immagine dei vostri corpi abbracciati fa riaffiorare sensazioni già vissute e il dolore prende alla gola.
Continua sempre a credere nel miracolo e a godere di lei ogni istante che la vita vorrà regalarti.
Appena la mia mamma ha lasciato questo tempo l'ho sentita immediatamente scivolare dentro al cuore, da lì continua a ricordarmi che sono stata una figlia immensamente amata e che questa e la più grande ricchezza per un essere umano.
Sai non è mica vero che tutte le mamme sono buone e generose, per questo mi piace credere che avere in sorte una buona madre sia un privilegio straordinario , un'eredità d'amore da conservare e moltiplicare per sempre.
Ovvia, ora che ho pianto bene bene, bacio fortissimo te e la tua dolcissima mamma con la speranza di vederti sorridere presto, magari davanti a un ...buon bicchiere di vino in via Rondinella.
Ti penso sempre Cristina

Anonimo ha detto...

ovvia babina, mica penserai che tutte le telefonate che ti faccio sono aggratisssss???!!!! Guarda che sto segnando scrupolosamente ($$$$$$)....

Intanto pretendo la giornata che mi hai promesso al centro benessere, poi vediamo.....

Ti abbraccio forte
Giovi

p.s. anche i mei colleghi mi hanno chiesto se ho litigato con il phon...forse è meglio se cambio pettinatura!!

Barbara ha detto...

Per Cristina: verrò presto te lo prometto...anche perchè siamo in campagna elettorale e, visto che adesso anche noi ci siamo un pò "democristianizzati" con questo Pd, chissà che non riesca a convincere il Giampi!

Per Giovanna: comunque anche io mi sono fatta i capelli...i ragazzi dicono che sembro la solita Cortellesi, ma Filippo dice che invece assomiglio alla Bonino versione rossa...mah...non è che sto subendo una mutazione in vista delle elezioni?

Giovanna Alborino ha detto...

il dolore ci umilia e ci prostra, ma puo' essere l'occasione per imparare ad essere piu' forti e a fronteggiare meglio le difficolta' della vita: e' questo l'augurio che ti invio di tutto cuore, nella speranza che ti sia di conforto..

un abbraccio..

Guernica ha detto...

Ciao barbara!
Hai fatto bene a scrivere, se ti aiuta ad alleggerirti un po'.
Vorrei dirti qualcosa per far sentire la mia vicinanza emotiva...anche se so di essere un'estranea infondo...ma non vorrei essere invadente o scontata.
Quindi ti lascio un abbraccio...e un bacio.

Anonimo ha detto...

Sono quaggiù lontana, lontana, ma sai che sei nel mio cuore e nei miei pensieri, che so quello che provi e ti abbraccio forte. Se hai bisogno di me ci sono e sei sempre la benvenuta in Terra Sarda...
Susanna

P.S.: questo fine settimana sono a Roma, se capiti...

Riccardino ha detto...

quante prove da affrontare ci riserva la vita, alcune meno dure vedi le contestazioni dei colleghi dei giovanna circa la sua pettinatura, altre più impegnative...però dirò una banalità forse...ma che è realtà e quindi in quanto tale va detta...ogni volta che si sbatte contro un muro o un ostacolo...ci si deve rialzare e ricominciare a correre...e non ci si può fermare...lo stò facendo anche io...però quando si riparte anche se fa male, si è più forti...
ti abbraccio

Spippy ha detto...

Sento le lacrime salire. Non conoscevo questa poesia. Sento le lacrime salire. Ricordi che riaffiorano, di un momento buio che ha attraversato mia madre e nel quale, per amor suo, mi sono buttata anch'io. Sento le lacrime salire. Lei stava male e io con lei. Sento le lacrime salire. Che l'amore esiste, io l'ho scoperto proprio quando mi lasciavo morire insieme a lei. Sento le lacrime scendere.

Ti sono vicina.

Spippy ha detto...

Non mi devi ringraziare. Al massimo sono io che dovrei farlo, viste le emozioni che mi regali. A proposito, ho deciso di linkarti. Un abbraccio

Lafrancy ha detto...

oh belloccia, un vedo l'ora di vederti versione Bonino...ops Cortellesi!!!
Dai, quando sei in zona casa fammi uno squillo che ci si va prendere una birra, o due, o tre...
Anche se non ci sentiamo spesso ti sono vicina, ti abbraccio forte...
E ti ricordo che m'avevi promesso una serata insieme...Grrr...
Francy

Anonimo ha detto...

Come i treni a vapore
come i treni a vapore
di stazione in stazione
e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
e di dolore in dolore
il dolore passerà.


Non so se conosci questa canzone, ma mi è venuta in mente leggendo le tue parole.
Quando quel "qualcosa" di cui parli si spezzerà, allora sarà il momento di rimetterne insieme i frammenti.
Il dolore passerà, Barbara.

Un abbraccio da una tua lettrice.