
Per fortuna almeno una volta all'anno in questo paese si parla, spesso si “sparla”, di scuola. Questo è il periodo fortunato: l'inizio delle attività didattiche alle porte incita molti a riportare all'attenzione pubblica la questione della formazione, con un susseguirsi ansiogeno di interventi e di proposte per migliorare il “sistema scuola” in Italia. Si parte sempre con il tormentone del caro libri, poi si passa agli stipendi degli insegnanti e alla loro formazione, ci si riempie la bocca con la questione della meritocrazia e si fa un gran parlare di adeguamento dei programmi e degli obiettivi didattici. Per la scuola che sta per iniziare e per noi insegnanti (alcuni, come me, ancora in attesa di sapere in quale scuola saranno “sbattuti”) sembra di essere in campagna elettorale, ovvero in mezzo a una gara a chi la spara più grossa. Il ministro fa promesse, assicura grandi cambiamenti, parla di autonomia dei dirigenti scolastici, si fa paladina della lotta al bullismo e si fa bella garantendo nuove e più cospicue risorse per il sistema istruzione. Peccato che quando si tratta di mettere la mano al portafoglio, cioè alla fine e non all'inizio dell'anno scolastico, si dimentica sempre di quanto detto ad alunni, genitori ed insegnanti sotto il sole di agosto e stringe la cinghia. Così noi insegnanti ci troviamo ad entrare in classe in una sorta di ubriacatura di promesse, resa ancora più insopportabile dal solleone di agosto. E sappiamo che cosa ci attende, al di là dei fuochi di artificio di parole a cui Maria Stella Gelmini ci chiede di assistere, quasi per rendere ancora più piacevoli gli ultimi giorni di vacanza. Ma quest'anno la neo-ministra, dal suo cappello di Mary Poppins, non solo ha tirato fuori il sette in condotta e il grembiulino alle elementari (ne vogliamo parlare?), ma ha parlato di educazione alla legalità e alla cittadinanza. Peccato che questa gallina dalle uova d'oro dimentica di far parte di un governo che alla legalità e alla cittadinanza dovrebbe educare per primi i suoi ministri, nonché il suo presidente e che le politiche del suo governo hanno talmente interiorizzato il non rispetto delle regole che i miei alunni dicono che sono comunista solo perchè ne chiedo, al contrario, un rispetto integrale. Buon inizio di scuola a tutti.